La sigaretta che non ci sta

Ieri sera ho pensato bene di fumare una sigaretta, l'unica della giornata, un po' per noia un po' per stimolare l'intestino. Sta di fatto che non è stata una scelta soddisfacente, nella mia mente continuavo a ripetere "questa è la cicca che non ci sta". Poco dopo però ero sul cesso e tra un video di Igor Sibaldi e uno scroll su instagram, tutto stava acquistando senso. Non appena defecato, sento suonare il citofono, un evento particolarmente raro che genera notevoli interrogativi. Tre opzioni nella mia mente. Qualcuno che semplicemente aveva sbagliato a suonare. O forse uno scherzo. Oppure il tentativo di riconciliazione di una nota squinternata che, per sua stessa richiesta e per mio istinto di sopravvivenza, è stata eliminata da qualsiasi sistema di comunicazione. La stessa aveva già fatto cose simili in passato. Dopo qualche minuto, il tempo minimo di rassettamento, ho risposto al citofono ma non c'era nessuno.
Così ho aperto la porta di casa e all'istante ho capito tutto.

Il cestino dove avevo buttato il mozzicone della sigaretta che non ci sta, aveva preso fuoco e la vicina del piano di sopra stava assistendo impotente allo spettacolo. Quel cestino era pieno di cicche, esposto alla pioggia e all'umido, mai e poi mai mi sarei sognato che in inverno potesse prendere fuoco. Ed invece stava bruciando, emettendo una fiamma di circa mezzo metro ed un odore insopportabile e penetrante. Mi sono sentito enormemente stupido perché quella, delle tante cicche, era l'unica che non avevo spento e mi aveva punito. Sono rientrato in casa e ho preso la prima cosa che mi capitava a tiro, una tazza. L'ho riempita d'acqua e sono tornato a spegnere il cestino. Ciaff. Totalmente inutile. Allora sono rientrato e ho preso una ciotola per l'insalata, sebbene ci fosse un estintore enorme a pochi passi, con poco più di quattro getti di ciotola l'incendio era spento. Un nero fumo adesso si espandeva ovunque, un odore insopportabile di cicche bruciate e altri rifiuti casuali lasciati in quel cestino posacenere. Quel cestino che per pigrizia non era stato svuotato, lo avevo messo da una parte a svolgere un compito che non era il suo.
Per quanto si possa essere preparati e dotati, in una situazione di panico mentre gli altri ci guardano e ci giudicano, faremo sempre la scelta peggiore. Nonostante io sia passato davanti all'estintore varie volte, nella situazione di caos ho scelto il metodo meno efficace, che pur funzionando ha lasciato più conseguenze, tralasciando una soluzione che era a portata di mano.

Come disse Umberto Eco, la cultura è sapere dove sono le informazioni.