L’altra sigaretta
Il problema del piacere è che finisce.
E il problema del desiderio è che non finisce mai.
Lì in mezzo, ci abita la felicità, ma solo per sbaglio.
Freud diceva che ogni volta che godiamo paghiamo un prezzo. Il godimento veroo quello pieno è traumatico. Non lo reggi. Infatti il sistema nervoso si organiza per evitarlo. Ed è per questo che non sei mai davvero felice quando ottieni quello che volevi!
Perché lo volevi, non lo volevi raggiunto.
Funziona così: vuoi qualcosa, la ottieni e subito dopo vuoi un’altra cosa.
Ciclo. Loop.
La tristezza che ti prende dopo l’orgasmo, dopo l’acquisto, dopo il successo, non è depressione.
È la consapevolezza che il desiderio ha già cambiato oggetto e te sei di nuovo indietro.
La società, ovviamente, ti chiama “ambizioso”.
Ma è solo dipendenza ben vestita.
Come chiamare “networking” il fatto di bere prosecco con gente che odi.
E allora che si fa? Rinunci? Vai a vivere nella macchia?
No. Accetti il trucco. Ridi mentre ci caschi.
Ti godi la sigaretta sapendo che è l’ultima, finché non diventa la penultima.
Perché in fondo, come diceva Lacan, “non esiste rapporto sessuale”, ma il desiderio??
Quello è eterno.
E ride meglio chi gode a meta