Respons-Ability

La capacità di scegliere la propria risposta

La parola responsabilità in italiano è spesso caricata di senso di colpa, dovere e obbligo morale.
Implica l’idea di farsi carico di qualcosa o qualcuno, anche a costo di sé.

Se però torniamo alla sua radice — soprattutto in inglese — il significato cambia radicalmente.

Responsible deriva da:

  • response = risposta
  • able = capace

Ovvero: la capacità di scegliere a cosa e come rispondere.

Non tutto merita una risposta

Alcune frasi che a volte risuonano nella mia testa sull’argomento sono:

“Not every call deserves a response.
Responsibility is choice, not obligation.”

Un’altra:

“Non rispondo a ciò che sento.”

Queste frasi sono strane. Come dovremmo intenderle?
Qualcosa che sentiamo venire da dentro o che sentiamo arrivare da fuori?

Razionalità ed emotività

L’essere umano è una macchina complessa:
razionale ed emotiva insieme.

La maturità non elimina il conflitto tra queste due componenti, ma costruisce metodiche affinché trovino equilibrio: confini, silenzio, distanza selettiva e scelta consapevole.

Non sono negazioni emotive, ma strategie di integrazione.

Frizioni e specchi

Le dinamiche di conflitto possono essere comprese come 8 tipologie, divise in due grandi categorie:

  • 4 stati vissuti direttamente (trascinamento)
  • 4 stati di osservazione (consapevolezza)

Tutti producono frizione.
La differenza non è se c’è conflitto, ma da dove lo viviamo
e soprattutto quale risposta siamo capaci di dare.

Questa è la nostra Respons-Ability.

Conflitti vissuti direttamente (irresponsabilmente)

Qui siamo dentro il conflitto:
reagiamo, ci identifichiamo, veniamo trascinati.

1) Io razionale vs mondo interno emotivo
La mente cerca coerenza mentre il mondo emotivo interno spinge in altra direzione.

2) Io emotivo vs mondo interno razionale
Le emozioni si scontrano con convinzioni, regole interne, ideologie personali.

3) Io razionale vs mondo esterno emotivo
La mia logica incontra reazioni, bisogni o caos emotivo esterno.

4) Io emotivo vs mondo esterno razionale
La mia emotività impatta contro strutture, regole, sistemi o decisioni razionali esterne.

Questi stati generano attrito diretto e spesso sofferenza, perché l’identificazione è alta.

Stati di osservazione (responsabili)

Qui emerge distanza. Non siamo del tutto staccati, ma non siamo più trascinati.
La frizione è percepita come segnale, non come minaccia.

5) Osservazione di una mia componente razionale vs una emotiva (mondo interno)
Assisto al dialogo tra parti di me senza doverle risolvere subito.

6) Osservazione di una mia componente emotiva vs una razionale (mondo interno)
Emozioni e idee si confrontano mentre io resto presente.

7) Osservazione di una posizione razionale vs una emotiva (mondo esterno)
Persone, idee o ideologie entrano in conflitto davanti a me.

8) Osservazione di una posizione emotiva vs una razionale (mondo esterno)
Emozioni e strutture si scontrano fuori da me, producendo risonanza interna.

In questi stati percepiamo lo stridio dell’attaccamento:
il vecchio noi che si confronta con un possibile nuovo noi.

Respons-Ability dell’Oriente e dell’Occidente

In una grandissima generalizzazione:

  • i punti 5 e 6 rappresentano la via di ricerca dell’Oriente
  • i punti 7 e 8 rappresentano la via di ricerca dell’Occidente

L’Oriente ha cercato l’illuminazione prevalentemente nel confronto interno:

  • l’isolamento silenzioso sotto la guida di un saggio
  • la meditazione
  • l’ascesi
  • il dialogo tra le parti di sé

Mistici, monaci, yogi, meditatori e saggi osservano il conflitto nascere e dissolversi all’interno, fino a trovare una nuova stabilità.

L’Occidente, storicamente, ha cercato l’illuminazione e il cambiamento soprattutto attraverso il confronto esterno:

  • il confronto
  • il dialogo filosofico
  • l’interpretazione del divino come voce esterna
  • il dialogo con il maestro, il terapeuta, lo psicologo

È un percorso fatto di relazione, specchio e parola.
Attraverso l’altro, l’Occidente affina lentamente maturità, identità e senso.

Nessuna delle due vie è completa da sola.

Respons-Ability come integrazione

Se uno dei due sistemi fosse stato completamente vincente, oggi ne esisterebbe solo uno.
Tutto ciò che funziona, si tramanda, sopravvive o riemerge ha un motivo di esistere per essere spietati biologicamente e culturalmente al passare dei secoli.

Non avremmo multimiliardari della Silicon Valley avvicinarsi a pratiche di metitazione,
che rimangono meravigliati da una serenità che nemmeno il più sofisticato prodotto tecnologico ha saputo offrire.

Allo stesso tempo, non avremmo visto culture orientali affascinarsi alle nuove tecnologie,
scoprendo che migliorare il mondo esterno può trasformare anche la loro visione interna e il rapporto con il mondo.

La vera integrazione avviene quando:

  • osservando il mondo esterno, costruiamo un nuovo noi
  • osservando il mondo interno, impariamo a conoscere un nuovo noi

Una conversazione, un libro, una chiacchiera al bar, una seduta da uno psicologo
possono attivare una riflessione e cambiare una struttura interna.

Allo stesso modo, il silenzio, l’ascolto delle parti di sé e l’osservazione
possono cambiare il nostro modo di stare e interpretare il mondo.

È un processo continuo di andata e ritorno,
di scambio di informazioni, di nuove idee e di nuove decisioni.

Non sto prendendo alcuna posizione tra le due interpretazioni del mondo, nessuna è migliore dell'altra. Ma l'integrazione di entrambe, forse, piuttosto che una bella illuminazione o una sana meditazione può regalarci entrambi i vantaggi e uno stato di presenza continuo.

Ciò che accade ai singoli accade ai popoli, alle ideologie e ai sistemi opposti:
raramente si distruggono, spesso si fondono tra loro. La storia racconta sempre i vincitori, dicono, ma le integrazioni sono sempre presenti.

Questa divisione tra Occidente ed Oriente è una generalizzazione utile a mettere in luce il dualismo, non a polarizzarlo, bensì a visualizzarlo per coglierlo.

La "risposta capace" volge verso entrambi i mondi — interno ed esterno.
È in questi due mondi che avvengono i conflitti interpersonali.

Possiamo essere abili nel mondo interno e goffi in quello esterno, o viceversa. Ma avremmo solo uno strumento in meno per evolverci.

Avere Respons-Ability in entrambi i mondi è forse la formula per mantenere una serenità ottimale nel tempo, senza ritrovarsi che uno dei due nostri mondi collassi completamente e non abbia tempo di allertarci ma trascinandoci e basta. In questo modo possiamo avere meno fluttuazioni ed essere sempre più presenti, autentici, sani ed integri costantemente.

Andiamo così con il mondo — interno ed esterno — costantemente — presenti.